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Alcune
considerazioni sul Taiji Quan
Negli ultimi anni il Taiji quan ha
attirato lattenzione di un numero sempre più crescente
di praticanti.
Molti di loro si avvicinano a questa disciplina per curiosità,
o per scoprire se realmente porta a quei benefici salutari che
tanto vengono decantati.
Altri, iniziano dopo aver praticato varie arti marziali, dove,
con lavanzare delletà, non riuscendo più
ad essere competitivi con i giovanissimi, decidono di dedicarsi
ad una disciplina del corpo più accessibile e morbida
.
Altri ancora confondono questa disciplina con tecniche meditative
di derivazione New Age, oppure, credono ingenuamente a coloro
che la pubblicizzano come ginnastica dolce per anziani
(là dove sarebbe piu corretto parlare di Qi Gong).
Inoltre, il Taiji quan è spesso chiamato con differenti
nomi, ad esempio: danza con lombra, meditazione in movimento,
agopuntura in movimento, ginnastica al rallentatore, ed altri
ancora.
Tutto ciò crea parecchia confusione attorno al Taiji quan,
sminuendone notevolmente sia la profondità sia lo spessore
dei contenuti che lo caratterizzano. Indipendentemente dalle definizioni
che tentano di descriverlo, il Taiji Quan è considerato
dagli esperti come un raffinato sistema di tecniche del corpo,
frutto dello studio accurato dei segreti della biomeccanica
del corpo, delle leggi della fisica e degli influssi che la mente
può avere sulla coordinazione motoria.
Il Taiji quan è, a tutti gli effetti, uno degli antichi
stili appartenenti alla famiglia del Wushu Kung fu ed è
classificato tra i sistemi interni sviluppatisi nei monasteri
Wudang e praticati allinterno delle famiglie dellantica
aristocrazia cinese.
Non è per niente un sistema comodo, facile o meno efficace
daltre discipline; la pratica di questo stile porta sicuramente
a qualche risultato immediato, ma il massimo dei benefici, sia
per laspetto marziale che energetico, arriva dopo una lunga,
corretta ed intensa pratica.
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