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Il
Qi Secondo la Medicina tradizionale cinese - Di Franco Caspani
Tutta
la dottrina classica orientale si basa sulla nozione denergia.
Luniverso è uno ed è costituito da energia,
tutto ciò che esiste ha una base energetica.
Macrocosmo e microcosmo non sono che apparenze di differenti aspetti
dellunicità del tutto.
Non è possibile capire e studiare le teorie che da millenni
spiegano lorigine e il divenire del cosmo, della vita e
delluomo se dapprima non sarà assimilato il concetto
che tutto è energia, che lo yang e lo yin nesprimono
la priorità; che yang è linizio del tutto
e yin nè il complemento.
La loro interreazione è la base vitale degli esseri; nel
loro squilibrio è il nascere e il divenire dogni
malattia.
Il concetto di energia così espresso non si discosta dalle
nostre correnti di pensiero occidentali. La fisica ormai ha acquisito
che la materia nella sua essenza è immateriale e lenergia
è rappresentata da un insieme di campi determinanti la
coesione intermolecolare e interatomica.
Lenergia posseduta da un corpo sottoposto a forze, sia essa
cinetica, potenziale, elastica, termica, radiante corpuscolare
o elettromagnetica, chimica o nucleare, possiede le seguenti caratteristiche:
possibilità
di trasformazione da un tipo di energia ad un altro;
dimensioni fisiche di lavoro e misurabilità in unità
di lavoro;
non può essere né creata né distrutta.
La liberazione
dellenergia determina la destrutturazione della materia;
ad esempio la fissione nucleare produce la liberazione di energia
unitamente alla perdita della materia.
Lessere
vivente ha la peculiarità di consumare energia per vivere
e di poter recuperare la quota energetica persa usufruendo degli
elementi presi dal mezzo esterno (aria, acqua, alimenti); si stabilisce
così una prima interdipendenza tra uomo e ambiente, con
lessere vivente in funzione di assuntore di energia, che
diventa energia vitale (Qi). Ma se lenergia è assorbita
dallambiente, ciò significa che lenergia dellaria
e del cibo viene eliminata (Rong Qi).
Una seconda
interdipendenza si evidenzia osservando che luomo vive nel
mezzo esterno, si nutre, si riproduce, dorme, lavora, respira
in un mezzo esterno dotato di unestrema variabilità.
Luomo vive perché si adatta. Si adatta
al caldo e al freddo, alla fatica e al sonno perché tutte
le sue componenti vitali sono in sinergia (seppure antitetica);
vive perché è animato da una sua propria energia
che può variare i propri potenziali ad ogni secondo, ora,
mese, anno, era.
Lenergia varia per adattarsi il meglio possibile ad ogni
mutazione esterna. E il concetto di energia difensiva
mobile, detta Wei qi.
Le influenze
esterne e la loro relativa interferenza con le forze difensive
organiche (che la tradizione cinese esprime nel dualismo: energia
esterna e Qi) sono in fase di rivalutazione in un nuovo capitolo
della ricerca scientifica intitolato biometeorologia. E
osservazione empirica comune come le variazioni stagionali e il
clima influenzino profondamente le condizioni psicofisiche dellindividuo;
già Ippocrate in Aria acqua e luoghi scriveva
che per comprendere nel giusto modo larte medica si devono
tener presenti gli effetti delle stagioni.
I meccanismi
di autoregolazione devono mantenere, entro determinati limiti,
tutti i processi dellorganismo; tuttavia, questa condizione
statica dellorganismo è turbata dalla necessità
di un continuo adattamento al mutare dellambiente esterno.
Questa contraddizione tra omeostasi e variabilità esprime,
nella sua duplice polarità yang-yin, i limiti psicologici
della sopravvivenza.
La pratica del Taiji Quan, insegna ad utilizzare
la concentrazione mentale ed il rilassamento muscolare come forza
trainante. Questo processo induce un funzionamento ottimale delle
cellule del sistema nervoso. Il lavoro in rilassamento e il risveglio
dellattenzione fanno sì che il cervello abbia una
buona influenza e un ottimo controllo sul resto dellorganismo.
Per questo motivo, durante la pratica del Taiji Quan si avrà
una sensazione di pienezza interiore e di benessere in tutto il
corpo che produrrà un miglioramento della circolazione
sanguigna e una maggior facilità nellimpostare una
corretta respirazione.
Come agisce sul sistema respiratorio
e cardiovascolare?
La respirazione è la nostra fonte di vitalità primaria,
avere una buona respirazione apporta un gran carico energetico
per lorganismo. La pratica del Taiji Quan predilige una
respirazione lenta e profonda, di tipo diaframmatico.
Le contrazioni ed il rilassamento del diaframma e dei muscoli
addominali, esercitano un vero e proprio massaggio sugli organi
interni contenuti nelladdome, assicurando una circolazione
sanguigna ottimale, e favorendo i processi di digestione ed una
corretta attività intestinale.
Laumento della capacità
respiratoria, migliora lossigenazione del sangue e di conseguenza
lossigenazione dei tessuti e degli organi, che porta al
miglioramento della fisiologia organica. La pratica di questa
disciplina dimostra che lintroduzione e lespulsione
di una maggior quantità di aria, e quindi di ossigeno,
in ogni ciclo respiratorio favorisce il ricambio di pressione
allinterno del torace; in tal modo la circolazione coronaria
è più libera ed efficace; risulta aumentata la capacità
e lelasticità dei capillari e si rinforza il processo
di ossigenazione e riduzione di anidride carbonica nel corpo.
Così migliora la nutrizione e il funzionamento del muscolo
cardiaco prevenendo larteriosclerosi e diversi disturbi
cardiovascolari.
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