ARTI MARZIALI INTERNE - C.W.K. - Arti e Discipline del corpo

Taiji Quan - La Storia

Si dice che il Taiji Quan sia stato creato da Zhang Sanfeng, durante la dinastia Song (verso il 1101 d.C.). Si dice anche che le tecniche e le forme basate sugli stessi principi del Taiji esistessero già durante la dinastia Liang (502-557 d.C.), e che venissero insegnate da Han Gongyue, Cheng Lingxi e Chengbi. In seguito, durante la dinastia Tang (713-905), si scoprì che Xu Xuanping, Li Daozi e Yin Lipeng insegnavano tecniche marziali simili. Erano chiamate le Trentasette Posture (Sun Shi Qi Shi), le Tecniche del Cielo Posteriore (Hou Tian Fa) o il Cielo del Piccolo Nove (Xiao Jiu Tian) che includeva diciassette posizioni. A volte, l’accuratezza di questi resoconti è piuttosto dubbia, così che non si sa con certezza quando e da chi è stato creato il Taiji Quan. Visto che esiste una maggior quantità di fatti storici accertati riguardo alla figura di Zhang Sanfeng, è stato quest’ultimo a ricevere maggior credito.
Secondo quanto è scritto nel trattato storico Nan Lei Ji Wang Zheng Nan Mu Zhi Ming: “Zhang Sanfeng, vissuto durante la dinastia Song, era un taoista del monte Wudang. Hui Zong (un imperatore Song) lo fece convocare, ma la strada era bloccata e gli fu impossibile presentarsi all’imperatore. Durante la notte, Hui Zong sognò l’imperatore Yuan (il primo imperatore Jin) che gli insegnava delle tecniche marziali. All’alba, egli riuscì ad uccidere cento nemici tutto da solo”. Nel trattato sulla storia dei Ming (Ming Shi Fang Ji Zhuan) è scritto: “Zhang Sanfeng, della contea Liao Dong Yi, chiamato Quanyi, chiamato anche Junbao, Sanfeng era un soprannome. Visto che era sempre sporco e sciatto, veniva anche chiamato Zhang Lata (Zhang il Trasandato). Era alto e possente, con la corporatura di una tartaruga, e la schiena simile ad una gru. Aveva grandi orecchie e occhi rotondi. La sua barba era lunga come la nappa di una lancia. Indossava solo una tonaca da monaco, sia d’estate che d’inverno. Mangiava uno staio di cibo, oppure stava senza mangiare per giorni o mesi. Poteva viaggiare per migliaia di chilometri. Gli piaceva divertirsi insieme agli altri. Si comportava come se non avesse nessuno attorno.


Soleva viaggiare sul monte Wudang coi suoi discepoli. Si costruì una casetta dove si mise a vivere. Nel ventiquattresimo anno di Hong Wu (verso il 1392), Ming Tai Zu (il primo imperatore Ming) sentì parlare di lui, e inviò un messaggero a cercarlo, ma nessuno riuscì a trovarlo”. Durante la dinastia Ming, venne annotato nel trattato Ming Lang Ying Qi Xiu Gao: “Zhang l’Immortale, chiamato anche Junbao, o Qunyi, o Xuanxuan, o Zhang Lata. Nel terzo anno di Tian Shun (1460 d.C.), egli visitò l’imperatore Ming Yin Zong. Venne eseguito un ritratto. La barba e i baffi erano diritti, dietro la testa c’era un ciuffo di capelli. Il viso era purpureo e lo stomaco gonfio, e nella mano aveva un capello di bambù. In cima al disegno vi era una dedica da parte dell’imperatore che rendeva onore a Zhang definendolo un Tong Wei Xian Hua Zhen Ren (“un vero taoista che discerne con acutezza e comprende con chiarezza molte cose”)”. Questa annotazione è sospetta perché, se fosse vera, Zhang Sanfeng avrebbe avuto perlomeno cinquecento anni a quel tempo. Secondo altri documenti, Zhang Sanfeng imparò le sue tecniche dal taoista Feng Yiyuan. Un’altra storia racconta che Zhang Sanfeng era un vecchio eremita dedito alla meditazione. Un giorno, osservando una gazza mentre lottava contro un serpente, ebbe un’illuminazione improvvisa e creò il Taiji Quan.
Zhang Sanfeng fu seguito dai maestri Wang Zong della provincia dello Shanxi, Chen Tongzhou della contea Wen, Zhang Songxi di Hai Yan, Ye Jimei di Si Ming, Wang Zongyue di Shan You, e Jiang Fa dell’Hebei. Le tecniche del Taiji vennero tramandate e divise in due stili principali: quello del Sud e quello del Nord. In seguito, Jiang Fa trasmise la sua arte alla famiglia Chen, del villaggio Chen Jia Gou, nella contea Huai Qing, provincia dell’Henan. Dopodichè, il Taiji venne tramandato per quattordici generazioni e suddiviso nello stile Antico e nello stile Nuovo. Lo stile Antico continuò ad essere praticato da Chen Changxing, mentre lo stile Nuovo venne creato da Chen Youben.Chen Changxing trasmise lo stile Antico al figlio, Genyun, e ai suoi parenti Chen Huaiyuan e Chen Huamei. Inoltre, lo insegnò anche a due studenti esterni alla sua famiglia, Yang Luchan e Li Bokui, entrambi della provincia dell’Hebei. Questo stile Antico è chiamato Vecchia Forma delle Tredici Posture (Shi San Shi Lao Jia).

La pratica del Taiji Quan, insegna ad utilizzare la concentrazione mentale ed il rilassamento muscolare come forza trainante. Questo processo induce un funzionamento ottimale delle cellule del sistema nervoso. Il lavoro in rilassamento e il risveglio dell’attenzione fanno sì che il cervello abbia una buona influenza e un ottimo controllo sul resto dell’organismo. Per questo motivo, durante la pratica del Taiji Quan si avrà una sensazione di pienezza interiore e di benessere in tutto il corpo che produrrà un miglioramento della circolazione sanguigna e una maggior facilità nell’impostare una corretta respirazione.

Come agisce sul sistema respiratorio e cardiovascolare?
La respirazione è la nostra fonte di vitalità primaria, avere una buona respirazione apporta un gran carico energetico per l’organismo. La pratica del Taiji Quan predilige una respirazione lenta e profonda, di tipo diaframmatico.
Le contrazioni ed il rilassamento del diaframma e dei muscoli addominali, esercitano un vero e proprio massaggio sugli organi interni contenuti nell’addome, assicurando una circolazione sanguigna ottimale, e favorendo i processi di digestione ed una corretta attività intestinale.


L’aumento della capacità respiratoria, migliora l’ossigenazione del sangue e di conseguenza l’ossigenazione dei tessuti e degli organi, che porta al miglioramento della fisiologia organica. La pratica di questa disciplina dimostra che l’introduzione e l’espulsione di una maggior quantità di aria, e quindi di ossigeno, in ogni ciclo respiratorio favorisce il ricambio di pressione all’interno del torace; in tal modo la circolazione coronaria è più libera ed efficace; risulta aumentata la capacità e l’elasticità dei capillari e si rinforza il processo di ossigenazione e riduzione di anidride carbonica nel corpo. Così migliora la nutrizione e il funzionamento del muscolo cardiaco prevenendo l’arteriosclerosi e diversi disturbi cardiovascolari.

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